Cos’è successo ai tuoi capelli?

Miracoli di Sant’Antonio: I capelli strappati

Allo spuntar dell’alba di un mattino di maggio, Antonio, come di consueto, è già, in chiesa, raccolto in preghiera a elevare il suo inno di lode al Creatore.

Appena dietro di lui, sosta in piedi un giovanotto in preda ad una forte agitazione: si dondola prima su un piede e poi sull’altro, si morde convulsamente le labbra, incrocia nervosamente le mani fino a far scoppiare le nocche della dita.

In quello stesso istante, Antonio, nell’atto di rendere il suo devoto saluto al Tabernacolo, si alza e rivolgendosi amorevolmente al giovane gli dice: – Cosa agita così tanto il tuo cuore?

Scusami, fratello Antonio, non sono qui per me… sono molto preoccupato per la mia padrona, non sta bene! Per tutta la notte non ha fatto altro che lamentarsi e implorare incessantemente l’aiuto di Dio. Con un filo di voce mi ha chiesto con forza di venire da te e di supplicarti di raggiungerla a casa. – risponde tutto d’un fiato il giovane.
Antonio pone la mano sulla spalla del giovane e come rapito in estasi aggiunge:

Non è il caso che un’anima così pia continui ad attendere. Andiamo, andiamo da lei… Il Signore è talmente grande e sicuramente scioglierà anche questo nodo.

Giunti al capezzale della donna, Antonio fa cenno al servo di uscire dalla stanza, esclamando con garbo:
Il sacramento della confessione è una pratica privata.

Il giovane fa un cenno con il mento in segno di assenso e si allontana. Antonio prende la mano della donna e con un tono di voce dolce e rassicurante le dice:

Sorella, quale pena affligge così tanto il tuo cuore? Non temere, affidati serenamente alla Misericordia di Dio e troverai la pace.

È tutta la notte che supplico il Signore di concedermi la pace, ma… frate Antonio, io veramente non riesco a capire cosa ho fatto di male. Ieri sera, mi sono trattenuta un po’ più a lungo presso il convento dei frati minori, non me la sentivo di lasciare in disordine la chiesa… Ma, quando sono tornata a casa, mio marito mi aspettava sulle scale… aveva gli occhi di fuoco! E subito ha iniziato a inveire contro di me, dandomi della donnaccia. Poi accecato dall’ira, mi ha afferrato per i capelli, mi ha trascinato per tutta la casa, sbattendomi di qua e di là, senza pietà e senza smettere neanche per un istante di insultarmi in modo volgare. Vedi, fratello Antonio, io non ho più i miei capelli… ma ho voluto raccoglierli tutti e li ho disposti sul guanciale poggiandovi sopra la mia testa… Ora mi affido a te e alle preghiere dei frati, sono convinta che il Signore ascolterà le vostre suppliche.

Allo sfogo della donna Antonio risponde con semplicità:

È solo per questo che mi hai fatto chiamare?

No, no è solo per questo. Io vorrei tanto che mio marito guarisse dalla sua morbosa gelosia e che, nella nostra famiglia, tornasse la pace. È questo che chiedo al Signore.

Prega, non stancarti mai di pregare. Io pregherò per te. I miei confratelli pregheranno per te.

Antonio benedice la donna e invocando in cuor suo l’aiuto di Dio si allontana. Giunto in convento, chiama a raccolta i frati in chiesa, racconta l’accaduto e li invita a unirsi a lui nella preghiera.

Il sole del mezzogiorno, alto nel cielo, riscalda l’aria quando il marito della donna fa rientro a casa per il pranzo. Non chiede ai domestici della moglie, ma accigliato e nervoso ordina di servirlo immediatamente. Atmosfera da terrore. Ma, all’improvviso entra nella sala da pranzo la moglie, bella, con la sua chioma fluente. Nel vederla l’uomo rimane stupefatto, come folgorato e chiede:
Ma i tuoi capelli? Come è successo? Non ti avevo ieri sera fatto quel terribile gesto di violenza? Ma quello che vedo può solo essere frutto di un miracolo! Erano stati tutti strappati dalla mia furia di gelosia! Adesso capisco quanto ho sbagliato e quanto ti ho fatto soffrire.

La donna allora gli parla di fratello Antonio, delle Sue preghiere, della Sua benedizione. E finalmente l’uomo, nel pianto, giura solennemente di non essere più violento ed esplode in un inno di lode al Signore.

2018-03-30T14:57:14+02:00 martedì 19 Settembre, 2017|Storie e Racconti|0 Commenti

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